Utilizziamo cookie per assicurarti una migliore esperienza sul sito. Utilizziamo cookie di parti terze per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per maggiori informazioni sui cookie e sulla loro disabilitazione consulta la Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.
 
 
 

La rinascita dopo Vaia

11.02.2020 - LA TEMPESTA PERFETTA 

Abituati da sempre a vedere scene da film o eventi che si verificano oltre oceano di uragani e tifoni inauditi, nessuno di noi avrebbe nemmeno lontanamente potuto immaginare quanto si è verificato la sera del 28 ottobre. L’allerta meteo era stata lanciata il giorno prima (a Lavarone era già esondato il lago allagando le aree limitrofe e fiumi di fango avevano invaso molte zone).

La pioggia non mollava e il vento diventava sempre più forte e impressionante, fino a raggiungere l’apice a partire dal tardo pomeriggio del 28: un’apocalisse fatta di persone asserragliate nelle loro case senza energia elettrica, senza collegamenti telefonici e senza notizie su quello che stava succedendo fuori.

Paura tanta paura, il desiderio che tutto finisse in fretta e che fosse solo un brutto incubo. Frane, smottamenti, il vento fino a duecento chilometri orari che a ogni folata emetteva un suono spaventoso e poi quel rumore secco di alberi che cadevano arrendendosi a una forza che non riuscivano a contrastare.

La Natura è stata messa in ginocchio e con essa le sicurezze di chi vive in montagna.

«Quando la natura fa sul serio ci si sente umanamente impotenti. La casa diventa un vascello in balia della tempesta. Risuona, rimbomba, si cominciano a sentir vibrare anche i pavimenti», ha scritto Franco Del Moro - editore e musicista -. È la sensazione di essere soli ad affrontare un evento catastrofico, ma soli sapevamo di non essere: da subito la protezione civile, i vigili del fuoco, la croce rossa, e tutti gli organi deputati si sono messi all’opera, fronteggiando un ambiente ostile e mille pericoli, una macchina organizzativa che ha dimostrato tutta la sua forza e la sua competenza e che ha permesso di ripristinare in tempi record le condizioni di “normalità”. A tutti loro, molti dei quali volontari e moltissimi i giovani, va il nostro ringraziamento più profondo e sincero!

Ma la Natura ha come colore prevalente il verde e Il VERDE è per eccellenza il colore della rinascita e della vita stessa. Il verde significa forza e perseveranza, quella forza che quasi per osmosi la gente di montagna ha dimostrato rimboccandosi da subito le maniche, nel voler curare le ferite dei suoi boschi e nel rimettere in ordine tutto, quella forza che esprime quando qualcuno afferma che il paesaggio non è più quello di prima o non è più cosi bello: ma per noi è invece ancor più bello… perché seppur acciaccata la natura ha saputo resistere a una furia spaventosa e a primavera le gemme sono tornate a spuntare.

Inevitabilmente Vaia ha lasciato un segno profondo, ha nel dopo scatenato una voglia di rivincita, ma soprattutto ha innestato un percorso di ragionamento profondo su come tutelare il nostro ambiente in maniera più programmatica.

SIGNIFICATI PROFONDI
100 anni fa la guerra, quella guerra che aveva lasciato a terra milioni di giovani soldati. 100 anni dopo Vaia e a terra milioni di alberi che come una corazza che ci circondava hanno voluto difenderci dalla furia della tempesta, o per altri gli alberi a terra sono il ricordo tangibile di quei soldati.

I NUMERI
  • 14 milioni tra faggi, abeti bianchi e rossi, gli alberi caduti o spezzati dalla furia del vento nei boschi del Trentino, dell’Alto Adige, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia
  • 4 milioni di metri cubi di foreste schiantate in Trentino
  • 23 milioni per le perdite subite dai privati e
  • 25 milioni solo per i boschi
  • 360 milioni di euro di interventi in Trentino
  • Oltre il 50% del legname abbattuto è già stato venduto

LO SAPEVATE?
Vaia, l’origine del nome è un regalo pagato poco più di 200 euro.

L’Istituto meteo della “Libera Università di Berlino” ha l’incarico di dare un nome alle aree di bassa od alta pressione che si susseguono in Europa e che tale nome può essere acquistato e personalizzato. Un cittadino tedesco ha pensato di fare un regalo di compleanno alla sorella di nome Vaia intitolandole l’area di bassa pressione che si è instaurata alle nostre latitudini a fine ottobre 2018, ovviamente senza peraltro sapere in precedenza i danni che la stessa avrebbe causato. Il tutto è costato 199 euro più Iva.

Ti potrebbe interessare: IL TRITTICO DI VAIA
 
 
 
Newsletter
Iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato su offerte, novità ed eventi
 
 
 
 
 
Abbonati
 
 
    #alpecimbra