“Trittico Vaia” simbolo di riflessione e rinascita un anno dopo il disastro

16.12.2019 - Fra il 27 e il 30 ottobre 2018 la Natura ha ricordato all’uomo la sua fragilità, devastando con fortissime raffiche di vento questo territorio, tra i più colpiti dall’ondata di maltempo nel Nord Italia.
Ancora nell’estate 2019 l’APT Alpe Cimbra insieme ai Comuni di Folgaria e Lavarone hanno promosso due appuntamenti con i Custodi forestali, la Croce Rossa Altipiani, i Vigili del Fuoco di Folgaria e la Società impianti Folgariaski per ricordare quanto è accaduto e mostrare come è stata gestita l’emergenza sul territorio dell’Alpe Cimbra.
Come monito per quanto accaduto, il Comune di Folgaria ha commissionato un’opera all’artista di Guardia di Folgaria Florian Grott, contraddistinto da forte sensibilità e perizia tecnica.

Il noto scultore trentino ha posizionato dei grossi tronchi portanti ricavati anche da alberi schiantati, ma ora di nuovo in piedi, a simboleggiare la resistenza di questi possenti custodi dei boschi, considerato che si tratta di larici, caratterizzati da una notevole durata nel tempo. Nei loro anelli è custodita la storia della comunità, sono i testimoni muti del passato, ma il loro silenzio insegna più di molte parole.

A ogni scultura realizzata, Grott ha affidato un messaggio, in base anche alla sua capacità di riflettere e collegare gli elementi del mosaico che porta il nome di ambiente naturale. Scolpita nel larice, la figura del gufo, verso il quale l’artista stesso confessa un proprio attaccamento, richiama la notte, visto che è uno dei pochi uccelli che la popolano, ma proprio durante la stessa, la Natura ha rivelato il suo aspetto più distruttivo. La forza del vento si avverte nella radice di carpino, una scultura prodotta “a quattro mani”, dalla Natura e da Grott: scaraventata in un torrente durante l’evento Vaia, costituisce un vero e proprio reperto del disastro. Infine nell'ultima realizzazione lo scultore ha suggerito l’immagine di stoffe mosse dal vento, eco delle forze degli elementi, in grado di lacerare la realtà. Di profilo quest’ultima opera mostra un volto, ricordando il coinvolgimento diretto dell’animo umano, la parte più profonda di ognuno.
Quanto avvenuto obbliga a riflettere, considerando come prioritaria la richiesta della Natura di un maggior rispetto nei suoi confronti.

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