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Una giornata dietro le quinte

15.01.2018 - Scopriamo le highlights di un servizio fotografico di Jeep® sull’Alpe Cimbra
Quando sfogliando una rivista, comodamente seduti sul divano, guardate un servizio fotografico realizzato in esterni, può capitare che ci si chieda quale pianificazione stia alle spalle di ciò che è stampato. In effetti, si, ciò che vediamo è la classica punta dell’iceberg.
Le problematiche sono molteplici e tutte, dalla prima all’ultima, devono essere risolte per avere l’approvazione finale del cliente che, mai come in questo caso, ha sempre ragione.
E tanto più il marchio è importante quanto più il tutto deve essere pianificato con cura senza lasciare nulla al caso. Sì, poiché il pubblico è esigente e non lascia spazio a compromessi: quando guarda giudica e lo fa sempre in modo assoluto senza interrogarsi sulle  problematiche insite in uno shooting di moda così come in una grande produzione cinematografica. E per quanto in queste ultime si utilizzino troupe stellari con decine e decine di addetti, gli errori sono sempre in agguato e all’ordine del giorno, come una fascia tergisudore, col marchio ADIDAS in bella vista, indossata da Johnny Deep nei “I PIRATI DEI CARAIBI” o durante una scena del film TROY in cui alle spalle di Brad Pitt passa un Jet di linea.
La differenza è che un film ti emoziona per un paio d’ore e poi viene “dimenticato” mentre una produzione fotografica di moda dura  perlomeno per 6 mesi (primavera-estate o autunno-inverno)
Il principio è sempre lo stesso: ogni particolare deve essere curato per amalgamarsi con tutti gli altri dettagli al fine di creare un mood che segua l’input del cliente, in altre parole, le linee guida dell’azienda.
E non pensiate che sia una cosa semplice: più l’azienda è importante e nota al grande pubblico e più queste linee guida sono ferree e non interpretabili a piacimento.
Se da un lato ciò può sembrare maniacale, dall’altro occorre capire che tutto questo viene realizzato e supervisionato al fine di portare avanti una filosofia di prodotto che, se ben espressa, genera nei consumatori un’immagine in cui questi si identificano.
Nel nostro caso specifico il “Jeep® brand Marketing Communication Instruction” è un tomino di 100 pagine in cui viene spiegato per filo e per segno tutto ciò che appartiene e non appartiene al mondo Jeep® ad iniziare dai luoghi, agli attori e perfino agli accessori che l’uomo Jeep® può o non può utilizzare fino ad arrivare ai colori che un certo ambiente deve avere per “essere nelle corde” del marchio.
A questo punto, se avete l’hobby della fotografia, fate in modo che rimanga tale. La professione è veramente un’altra cosa.

Gli attori- Uomo di età compresa fra i 35 e i 50 anni, con un’espressione positiva e rassicurante (non deve generare sensazioni negative. In altre parole non deve avere una faccia da criminale)
La location- rigorosamente montagna (l’uomo che veste Jeep® non va su una spider) ma compresa in una quota in cui un fuoristrada può arrivare (quindi no sentieri troppo impegnativi)
La stagione- Su questo punto bisogna fare molta attenzione poiché le collezioni non sempre vengono pronte esattamente 12 mesi prima della loro presentazione sul mercato (in questo caso fotograferemmo l’estate in estate e l’inverno in inverno) ma molto più spesso lo sfasamento è tale per cui ci si può trovare a fotografare l’inverno in primavera o in estate e viceversa. E qui si apre il mondo della postproduzione fotografica: mettere un po’ di neve laddove non esiste o ingiallire le foglie che stano esplodendo di clorofilla o ancora
rinverdire ciò che sta ingiallendo.
Capite quindi che la scelta della location non è più dettata unicamente dalle emozioni bensì dalla razionalità consapevole di un lavoro intenso, sia durante che dopo la produzione.
Nelle ultime due stagioni la scelta è ricaduta proprio sul Comprensorio dell’Alpe Cimbra per le sue distese di conifere dall’alto fusto (poichè non possiamo camminare fra abeti con i rami a un metro da terra); per la sua posizione di alpeggio in quota che, ovunque ci si giri, ha sfondi lontani che generano nelle fotografie sfocature evocative; per la logistica favorevole ad ogni punto (i tempi dei trasferimenti non possono incidere negativamente sulla produzione); e per la disponibilità della comunità locale che nei tempi serrati di una produzione, fa veramente la differenza.
Non ci resta pertanto che goderci lo spettacolo con un filo di curiosità e un occhio di riguardo agli spettacolari scorci che questo luogo può offrirci.
 
 
 
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