“Latte in festa” in Valsugana e Alpe Cimbra by ViaggiatoriWeb.it

20.06.2017 - Il ricco programma della manifestazione prevede ben due appuntamenti di “Albe in Malga”, inoltre passeggiate, assaggi, mungiture, incontri e tanti laboratori tematici.

Una straordinaria occasione per scoprire gli splendidi paesaggi dell’Altopiano di Vezzena e l’omonimo formaggio, uno dei più antichi della tradizione casearia trentina.

Il latte può essere definito l’oro bianco della montagna” in quanto risulta essere un prodotto davvero prezioso per l’attività e l’economia delle malghe presenti sugli alpeggi ed in particolare sull’Alpe Cimbra, uno dei più grandi alpeggi d’Europa.

Per valorizzare al meglio questa materia prima e tutta la filiera ad essa collegata, quale novità dell’estate 2017 viene proposta la prima edizione di “Latte in Festa in Valsugana e Alpe Cimbra” per far conoscere le montagne di queste splendide zone, la vita delle malghe, la produzione di latte, burro, formaggi ed altri derivati secondo metodi antichi.

Un’esperienza davvero unica per tutta la famiglia che, grazie ad un fitto programma di attività potrà seguire l’intero viaggio del latte, dalla mungitura alla produzione del formaggio, attraverso passeggiate naturalistiche, incontri, assaggi, attività di mungitura e laboratori a tema.

Sarà inoltre l’occasione per scoprire gli antichi mestieri della popolazione locale, la cucina tipica trentina e i numerosi percorsi di trekking e di mountain bike di varia lunghezza e difficoltà che si sviluppano sull’alpeggio lungo gli itinerari creati per l’occasione e denominati Trekking & Bike della Via Lattea.

Durante la manifestazione, si svolgeranno inoltre due appuntamenti di “Albe in Malga”, iniziativa che si concentra nelle prime ore del mattino al sorgere del sole per seguire il lavoro dei malghesi, sentire il profumo del latte appena munto, assistere alla sua trasformazione e fare una colazione energetica a base di formaggio per affrontare la lunga giornata estiva.

La specialità principale di “Latte in Festa” sarà infatti il formaggio Vezzena, particolarmente apprezzato per le sue caratteristiche organolettiche dovute alle erbe e ai fiori presenti in grande quantità e varietà sui pascoli dell’Altopiano.

Questo formaggio tipico viene sottoposto ad una lunga stagionatura di 18 o 24 mesi ed è tutelato da un Presidio Slow Food.

Il Vezzena nasce nelle malghe dell’Alpe Cimbra realizzato con il latte estivo (si produce infatti solo da giugno a settembre) e oltre al celebre sapore è particolarmente ricercato per le caratteristiche organolettiche, legate proprio alle erbe dei pascoli di Vezzena.

Si tratta di un formaggio a pasta semidura e semicotta, la cui procedura di preparazione segue quella consueta dei formaggi semigrassi alpini.

Ci sarà un motivo se anche un personaggio storico particolarmente sobrio e frugale come l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria non faceva mai mancare qualche pezzo di Vezzena sulla sua tavola.
E il motivo risiede tutto nell’unicità del suo gusto amarognolo e della sua consistenza burrosa, oltre che nella grande tradizione che ne fa uno dei formaggi più antiche (e apprezzati) del Trentino Alto Adige.

Il formaggio Vezzena e gli altri prodotti caseari di malga saranno proposti all’interno del “Villaggio del Latte”, nonché nelle pietanze preparate dalla “Locanda del Malghese”, il punto di ristoro della festa dove poter degustare i piatti tipici della cucina trentina a base di prodotti del territorio, tra cui gustosi canederli, fresche torte fatte in casa e l’immancabile strudel trentino.

Durante le due giornate tanti laboratori dedicati ai bambini e al magico mondo del latte e delle mucche.
Ma per chi non potrà partecipare alla “Festa del Latte” vi sarà durante tutto l’anno la possibilità di degustare i formaggi dell’Alpe Cimbra serviti sulle tavole dei ristoranti e dei rifugi e proposti nelle serata tipica negli hotel, ma anche di vivere le fattorie didattiche ( Longanorbait e Maso Guez a Folgaria e Fattoria Soto al Croz a Lavarone) e visitare i caseifici dell’Alpe.

VIAGGIO IN ALPE CIMBRA – FOLGARIA

L’Alpe Cimbra è un territorio alpestre nel Trentino sud-orientale, in provincia di Trento, comprendente i comuni di Folgaria, Lavarone e Luserna; la denominazione è stata ufficialmente adottata nella primavera del 2014 dall’Azienda per il Turismo dell’ambito al fine di individuare quegli elementi che in termini di storia e cultura sono condivisi dall’area interessata.

L’elemento di maggior forza che storicamente accomuna questi terrazzi alpestri è la cultura tedesco-cimbra.

Di questa cultura, che ha le sue radici nel XI secolo, Luserna/Lusérn – la più piccola delle tre località che compongono l’ambito – è un’isola linguistica tutelata da un’apposita legge provinciale assieme alle altre minoranze linguistiche presenti nella regione, i mòcheni e i ladini.

L’Alpe Cimbra, uno dei più grandi alpeggi d’Europa per estensione, è vicina e facilmente accessibile: basta uscire al casello di Rovereto nord in Trentino e in 20 minuti di salita si arriva a destinazione.
Qui lo sguardo corre lungo morbidi risalti erbosi accarezzati dal vento, interrotto solo dal profilo delle foreste e dalla linea frastagliata delle cime dolomitiche all’orizzonte settentrionale.

Qui la montagna è dolce, ampio “pianoro d’alta quota”, a un’altitudine che va dai 1000 ai 2000 metri.

Qui si incontrano la natura con il relax, la quiete con il divertimento, l’arte e la cultura con la gastronomia.

La stagione dell’Activity è da sempre l’estate, chilometri e chilometri di percorsi in un parco di naturale bellezza di 10.500 ettari.

100 chilometri di sentieri per mountain bike e e-bike a pedalata assistita per tutta la famiglia e per i più esigenti bici da strada, free ride e dowhil e tanti i “Bike hotel” pronti ad accogliere l’appassionato di bicicletta.

E per chi ama il golf , un bellissimo campo a 18 buche a 1200 metri di quota in un’area naturalistica protetta, e ancora verdi prati in cui vivere emozioni di pura vitalità in sella al cavallo, pareti adatte all’arrampicata sportiva, campi da tennis, basket e piscine.
didattiche, mountain bike per ragazzi e parchi dove correre e vivere momenti di allegre avventure.

Spettacoli e appuntamenti gastronomici soddisferanno i più vasti interessi, insomma un’offerta superlativa per trascorrere una vacanza indimenticabile.

Folgaria (Folgrait in cimbro) è il centro principale dell’Alpe Cimbra, ideale anche per una vacanza in famiglia a tutto sport: d’estate trekking come quello sul “Sentiero della Pace”, il cosiddetto trekking sulle tracce della Grande Guerra; mountain bike e soprattutto tante ore di sole per vivere intense giornate fra prati, torrenti e rigogliosi boschi mentre le luci colorate della sera illuminano la vivace vita notturna.

In inverno Folgaria è ottimamente attrezzata per una vacanza sulla neve con il suo Carosello sciistico che si avvale di 70 chilometri di piste per lo sci alpino e oltre 50 chilometri di piste per lo sci nordico, garantendo il massimo divertimento ad esperti e principianti.

Nei pressi di Folgaria si trova anche il centro del fondo di Passo Coe, che offre ben 35 chilometri di piste, mentre chi non scia può provare le tante passeggiate con le ciaspole.

Tutto questo è Folgaria, comunità tra le più antiche del Trentino.

Di origine tedesco cimbra (coloni bavaresi giunsero sull’altopiano a partire dal XIII secolo), già nel XIII secolo l’altopiano di Folgaria era compreso nel feudo vescovile di Beseno, posto sotto il controllo diretto del Principe vescovo di Trento e quindi dell’imperatore d’Austria.

Nel 1222 Folgaria appariva, tra le prime in Trentino, come una comunità di gente libera retta da propri organi amministrativi.

Per questioni confinarie nel 1285 fece atto di sottomissione ai feudatari di Beseno, i Castelbarco, (nel 1315 la comunità si dotò di un proprio statuto comunale, la Carta Ordinamentorurn) da cui si sottrasse nel XV secolo, “concedendosi” alla Repubblica di Venezia la quale garantì l’autonomia totale e perpetua dalla giurisdizione feudale del castello lagarino.

Caduto nel 1510 il dominio di Venezia, Folgaria tornò alla Casa d’Austria: iniziò da quel momento la contesa con la famiglia Trapp desiderosa di imporre nuovamente la dipendenza feudale perduta.

La lunga contesa con la comunità montana prese il nome di “Causa Trappia”, una controversia macchiata di delitti e violenze che durò oltre duecento anni.

In uno scontro armato svoltosi a Carpeneda nel febbraio del 1593 rimasero sul terreno sette folgaretani.

In ricordo di quel tragico evento fu eretto un capitello, ancora esistente, conosciuto come il “capitello delle sette vedove”. ancora oggi il Comune di Folgaria si fregia dell’appellativo di Magnifica Comunità.

Non è dato sapere a quando risalga la concessione vescovile dell’appellativo e delle relative norme di indipendenza e di autogoverno.

In tal senso non esistono documenti (l’archivio comunale folgaretano è andato in gran parte disperso e distrutto durante la prima guerra mondiale).

Si ritiene sia da far risalire al XII secolo, forse al 1111, a quei Patti Ghebardini che sancirono anche l’istituzione della Magnifica Comunità di Fiemme, a quel tempo Folgaria era già una comunità organizzata, retta da organi amministrativi ad ampia partecipazione popolare e democratica.
Di certo si sa quando la Magnifica Comunità di Folgaria cessò di esistere: avvenne nel 1805 su disposizione del governo bavarese, di ispirazione illuminista nell’ambito della riforma amministrativa e politica introdotta da Governo austriaco prima e bavarese poi.

In quel momento nacquero i comuni come li conosciamo oggi.

I centri frazionali di Folgaria sono sette: Costa, Serrada, Guardia, Mezzomonte, San Sebastiano, Carbonare e Nosellari. Delle antiche tradizioni di autonomia, di libertà e di autogoverno i Folgaretani vanno ancor oggi orgogliosi.

La denominazione, Magnifica Comunità, utilizzata in via informale, appare a più riprese sugli edifici pubblici e sulla segnaletica toponomastica urbana.

Sul territorio comunale, come nei vicini comuni di Lavarone e Luserna, in vista della Grande Guerra (1914 – 1918) furono costruiti tre forti austro-ungarici: il forte Dosso del Sommo (o forte di Serrada), il forte Sommo Alto e il forte Cherle.

Folgaria è tra le Città decorate con la croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta di liberazione partigiana durante la seconda guerra mondiale.

In una operazione di rastrellamento, il 12 agosto 1944 a malga Zonta (passo Coe) i nazifascisti sorpresero e fucilarono 14 partigiani e 3 malgari.

Tra i caduti vi fu anche Bruno Viola, il marinaio, medaglia d’oro alla Resistenza. L’avvenimento viene commemorato il 15 agosto di ogni anno con la partecipazione ufficiale dei comuni dell’Alto Vicentino e di Folgaria.

Altro fatto accadde a Carbonare e ai fatti di Carbonare, avvenuti il 28 aprile 1945, è stata intitolata la piazza del paese.

Dopo la seconda guerra mondiale, la NATO ha istituito una base missilistica nei pressi del passo Coe: la base Tuono.

Dagli anni ’80 questa base è dismessa e, dopo anni di abbandono, la Provincia l’ha ricostruita e riqualificata a museo, esponendo missili terra-aria Nike, sistemi radar e altre attrezzature militari degli anni della Guerra fredda, a testimonianza del periodo della divisione NATO-Patto di Varsavia.

La base Tuono è visitabile con guide che illustrano la sua attività.

L’attività partigiana fioriva verso il vicentino dove operavano le brigate val Leogra, la Pasubiana e la Fortuna.
Da visitare a Folgaria la chiesa parrocchiale (XVII secolo), il cimitero militare austro-ungarico (guerra 1914 – 18), il centro storico, il settecentesco Maso Spilzi, il maso castello, la chiesetta cinquecentesca di San Valentino, il Santuario della Madonna delle Grazie (XV sec.), Guardia (il paese dipinto), Forte Cherle, Forte Sommo Alto, Forte Dosso delle Somme (guerra 1914 – 18), la già citata Base Tuono (allestimento museale dedicato alla Guerra Fredda), i sentieri tematici dell’Acqua e della Flora.

GASTRONOMIA

Difficile resistere alle tentazioni, quando sono genuine ! Dove la natura incontaminata e i verdi pascoli incontrano la cultura, la tradizione e la passione del mangiare sano, ecco che arrivano sulle nostre tavole i migliori sapori di montagna.

Dal formaggio d’alpeggio Vézzena, alla polenta con la famosa farina della Valsugana, dallo speck profumato ai funghi prelibati, alla genuinità dei piccoli frutti di Sant’Orsola e ancora dai vini Trento doc alle grappe, dalla specialità del Parampampoli (una bevanda alcolica servita alla fiamma, tipica della fredda stagione invernale trentina), fino agli ottimi insaccati, allo strudel, al zelten natalizio…per finire con il puro miele di montagna al quale l’Altopiano ha dedicato addirittura un museo.

L’APT Valsugana garantisce qualità per i propri prodotti tipici locali.“Senti la differenza” è il marchio trentino che ne certifica, infatti, la rintracciabilità delle materie prime e il principio della filiera corta, oltre al rispetto dell’ambiente e della tradizione autoctona. Inoltre, in Valsugana-Lagorai vige la “condotta Slow Food” che mira a promuovere e salvaguardare il patrimonio agroalimentare del territorio: la buona e sana cucina, qui, è un tesoro tramandato di generazione in generazione.
 
 
 
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