L'orsa della Vigolana

Fin dagli anni di Cecco Beppe la Vigolana rappresentava una sorta di calendario meteorologico naturale.
 
Si racconta infatti che fin dall’impero austro-ungarico, l’imponente montagna che sovrasta la città di Trento, venisse presa come avvisaglia del cambio stagione. Come segno che si poteva passare dalla divisa invernale a quella estiva.

L’antico detto dice “Fin che gh’è l’orsa sula Vigolana, no sta cavarte la maja de lana”.

Durante il periodo invernale, meglio dopo un abbondante nevicata, è possibile vedere sulla parete nord-ovest del Monte Scanuppia (quella che affaccia sul capoluogo trentino) del massiccio della Vigolana, la figura di un orso. Si tratta di un tratto molto ripido e accidentato, quasi totalmente privo di vegetazione dove si trova una formazione rocciosa caratteristica, di colore scuro, che spicca tra la neve candida circostante e simile alla sagoma di questo imponente animale ed è visibile ad occhio nudo.

I trentini, affezionati a questo fenomeno caratteristico la definiscono “l’orsa della Vigolana”.

La sua comparsa sancisce l’inizio dell’inverno e l’arrivo in città di un’aria frizzantina. Quest’anno date le temperature molto rigide e le abbondanti nevicate la sagoma dell’orsa ha iniziato a vegliare sulla città di Trento in anticipo rispetto agli altri anni. E rimarrà fino all’arrivo della primavera e dei primi caldi che scioglieranno la neve attorno alla roccia e sarà quindi possibile “cavar la maja de lana”.

Guido Castelli (1935) riporta un breve saggio poetico di Don Cavallieri, professore al ginnasio vescovile di Trento, sull’orsa della Vigolana, composto 1880:

Quando in autunno sulla Vigolana,
in campo bianco l’orsa appare,
cerca il farsetto e il camiciòn di lana,
se vuoi la tosse e gli altri mal scampare.
Se in primavera innanzi tempo, vana
Sparge pompa di fior, non vi badare:
finché la bestia è lì, né si rintana,
con leggier panni, i grevi non mutare.
E se nel maggio dura ancor, pazienza!
Ch’egli è meglio sudare che tossire,
come mostra il proverbio e l’esperienza.
Così col comparir, collo sparir,
l’orsa è per Trento maestra di scienza,
che da cento malan può garantire.


Una curiosità, “l’orsa della vigolana” è visibile fino a Gardolo e Lavis.
 
 
 
 
 
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