IL CONTADINO FILOSOFO

18.04.2017 - Si chiama Mario. Il nostro filosofo si chiama Mario.

Lo puoi trovare nell’orto, che cura l’insalata. Oppure in cantina, che pesca i crauti dal brentèl o che spilla una caraffa di vino aspro.
Lo puoi trovare poco lontano da casa, assieme alle sue mucche. Oppure lo trovi seduto tra i banchi della piccola e strana chiesetta che qualche mente pazza, oltre cent’anni fa, ha pensato di costruire su un grande masso di frana.

Ma se sei fortunato lo trovi fuori casa, seduto sull’uscio. Non aver timore, avvicinati. I gesti possono apparire bruschi, ma dietro l’apparenza c’è un cuore sereno, cordiale.
Ti racconterà. Ti dirà di un tempo che non c’è più. Di giorni sereni trascorsi senza cellulari, tablet e smart tv. Di tempi in cui le parole erano poche e misurate. In cui una stretta di mano valeva più di cento firme e un abbraccio era un vero abbraccio, più forte di mille sms o chat.

Dove il mondo è veramente… piccolo!

Mario abita a Piccoli. Già il nome, come si dice, è tutto un programma! Piccoli è infatti un minuscolo e grazioso villaggio sorto sull’antichissima via alpestre che già mille anni fa collegava la montagna alla pianura.
Qui veramente tutto è ‘piccolo’. È piccolo l’abitato, è piccola la chiesa e Piccinini è il cognome tradizionale del luogo.
Ed è un luogo bellissimo, attorniato dal bosco, accarezzato dal torrente Cuvelpach, avvolto da una romantica atmosfera di borgo d’altri tempi.
Vi consigliamo di arrivarci a piedi, seguendo le indicazioni del percorso n. 39 - il Giro dei Piccoli - con punto di partenza nel vicino paese di Nosellari.
Parcheggiamo in prossimità della chiesa frazionale e avviamoci a piedi.
Raggiungiamo presto il maso del Dazio dopo di che, passati sotto un’alta parete di roccia, seguiamo le indicazioni e la stradina che scende il versante. Piccoli sta più in basso, la sua chiesetta emerge, chiara, dal verde del bosco.

Alla scoperta del Còvelo di Rio Malo

Non si può scendere a Piccoli e non fermarsi al Còvelo di Rio Malo!

Il Còvelo è una grotta profonda, un’ampia caverna che si apre su un’alta parete di roccia, una oscura cavità che dall’XI al XVI secolo ha funzionato come insolito ricovero e riparo per una piccola guarnigione di soldati che, per conto del Principe Vescovo di Trento, esigeva il dazio ai viaggiatori che percorrevano la strada sottostante, allora nota come «Imperiala». Sulla roccia sono ancora visibili o segni e le tracce di quella lontana e curiosa presenza.
Divertente è salirci! Lo possiamo fare in tutta sicurezza arrampicandoci per una ripida e curiosa scala di ferro agganciata alla roccia. L’emozione è assicurata. Sarà una bella esperienza, per voi e i vostri bambini, il loro spirito di avventura sarà pienamente soddisfatto!
 
 
 
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