Il becco di Filadonna : là dove la leggenda incontra l'Alpe

In ogni territorio convivono una dimensione reale e una più fantastica, dove prendono vita magia e mistero, favole e leggende
nate nella notte dei tempi. L’Alpe Cimbra con la sua storia millenaria è il luogo ideale per custodire questi racconti antichi.
Ricca di suggestione è la leggenda del Becco di Filadonna che spiega la forma a “becco” di questa bellissima cima dolomitica.
Una volta sulla Vigolana si trovava una vecchia casa in pietra, rozza e malandata, che ospitava un gigante e sua moglie.
Entrambi infondevano molta paura agli abitanti dei paesi sul fianco del monte, per via del loro aspetto molto rude e terrificante.
Il gigante si vedeva solo quando andava a Folgaria a prendere provviste, mentre la moglie si occupava di filare la lana che
il marito le portava dal paese, per ricavarne un compenso.
La moglie del gigante a volte si teneva per sé un po’ di quella lana filata e ne restituiva solo una parte. I paesani ovviamente se ne
rendevano conto, ma per la troppa paura non osavano protestare.
Un giorno però una povera vedova con un bambino carico diede la sua preziosa lana al gigante, cosicché
sua moglie potesse filarla. La donna era molto orgogliosa della sua lana, dato che proveniva da un agnello dalla lana bianchissima, e sapeva già che con quel
materiale così pregiato avrebbe preparato un berretto, dei calzoncini e una canotta per il suo amato bambino.
Pochi giorni dopo, quando il gigante le riportò il lavoro completato, capì che la moglie di quest’ultimo si era tenuta un po’ del ricavato e con il restante
sarebbe riuscita a fare un solo misero berretto.
Dalla rabbia iniziò a urlare e a sbraitare in giro per le vie del paese, invocando sul gigante e su sua moglie i peggiori castighi del cielo, chiedendo ai santi di aiutarla.
All’improvviso dall’alto si scatenò un fulmine spaventoso che rimbombò sulla montagna.
Da quel giorno non si vide più nessun gigante e per molto tempo gli abitanti dei paesi ebbero paura a scalare la montagna. Dopo un po’ però, un gruppo di coraggiosi
ragazzi del posto salì sul monte, incuriositi da quello che era successo, e trovarono quella casa in rovina, ridotta a un
mucchio di sassi, e in lontananza videro due figure in pietra, rappresentanti il gigante e sua moglie, che probabilmente erano stati così trasformati dopo i lamenti della vedova.
Le due statue sono visibili ancora oggi e vengono chiamate “La Madonnina” e “Il Frate”.
Tra le esperienze più affascinanti che l’Alpe Cimbra offre c’è la salita al Becco di Filadonna, una delle escursioni d’alta montagna più emozionanti dell’Alpe Cimbra. Raggiunta la
sua cima (2150 m), vetta più elevata dell’Altopiano della Vigolana, si viene rapiti da uno dei balconi panoramici più
spettacolari del Trentino.
 
Nelle giornate più limpide, lo sguardo abbraccia un lungo tratto delle Dolomiti: il Gruppo del Brenta, con le sue imponenti guglie verticali, e le Pale di San Martino, che
emergono all’orizzonte come un miraggio. La vista spazia poi sulla Valsugana, con i laghi di Levico e Caldonazzo, e sulle vaste distese boschive di Lavarone e Luserna da una parte, e di Folgaria dall’altra, disegnando un quadro naturale di rara bellezza. E ovviamente lo sguardo non può che rivolgersi verso il basso e cogliere la bellezza dell’Altopiano della
Vigolana
 

 Altitudine : 2,152 m s.l.m
Area Geografica: Altopiano della Vigolana (TN)
Gruppo Montuoso : Catena del Lagorai / Vigolana 
Punti di Partenza: Rifugio Casarota / Rifugio Erterle
Difficoltà escursione: Media EE)
Tempo medio (A/R) 4–5 ore 
Periodo ideale : Tarda Primavera-Autunno 
Panorama : Dolomiti del Brenta, Valsugana 
 
 
 
 
 
 
 
 
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