BAD BOYS

27.09.2016 - È stato l’inizio di un divertimento che pare non conoscere né sosta, né età e che a tutt’oggi ha la capacità di trasformarci da social dipendenti a potenziali dott. Jeckyll. Certo cresciutelli, ma la voglia di tornare a rivivere quelle emozioni è tutt’ora irrefrenabile. Un tempo, alla comparsa della prima neve, appena fuori casa, sui prati imbiancati, in una sorta di ski area self made, ci si divertiva un sacco. Si risaliva il pendio a piedi, a spina di pesce o a scaletta e dopo giù, a rompicollo. Poi qualcuno ha sgraffignato dall’orto del vicino dei paletti per i fagioli e ha tracciato un percorso che nelle intenzioni doveva assomigliare allo slalom dei grandi campioni. La cosa è andata avanti per tutto l’inverno e idem la gioia. Così, anno dopo anno, la magia si è ripetuta. La neve scendeva e via, l’ultimo fiocco non faceva ora a cadere che il luogo era già bell’e presidiato. L’entusiasmo scaturito da quella “cosa” non si è mai attenuato e così, i ragazzacci del terzo millennio, dotati di super attrezzature, tornano agli inseguimenti, a saltare su ogni gobba e oltre ogni avvallamento. Degli inguaribili sognatori che nella scaletta elicoidale del DNA hanno uno step differente. Una sensibilità tramandata e dettata da un codice cromosomico particolare: tarato alla comparsa del bianco accecante. Così scatta quel click! Quella molla che ti catapulta sulla strada, subito dietro alle ruote dello spartineve, per andare a prendere gli impianti e dare nuovamente inizio alle danze. Oggi come allora, forever!
 
 
 
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