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Le linee guida dell'OMS

Le linee guida dell’Oms si rivolgono all’intero settore ricettivo e individuano specifici elementi quali accoglienza, aree di ristoro, servizi di manutenzione, pulizie per hotel e gestione di eventuali casi positivi all’interno dell’albergo (sia dipendenti che clienti).
 
Settore ricettivo
Nel documento pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità vengono passate in rassegna per prima le misure restrittive che il settore ricettivo è chiamato a mettere in campo per garantire la maggiore sicurezza possibile a clienti e dipendenti. Ai proprietari degli alberghi viene consigliato di preparare un piano d’azione, al fine di agire con efficacia e senza tentennamenti nel caso si presenti lo scenario peggiore, vale a dire la positività di un ospite o un lavoratore. A tal proposito, l’Oms consiglia di pulire e poi disinfettare le camere in cui si sono registrati i casi di coronavirus. Le pulizie per hotel rappresentano una delle migliori soluzioni per scongiurare il rischio che il personale venga in contatto con superfici o indumenti contaminati da soggetti asintomatici. È poi fondamentale che il piano d’azione possa essere attuato con celerità: per questo motivo viene suggerito da parte dell’Oms di stanziare un fondo economico sufficiente tramite la figura del Management Team. Sempre riguardo al piano d’azione, la massima istituzione a livello internazionale della Sanità suggerisce di supervisionare il piano con una frequenza elevata, al fine di apportare eventuali modifiche migliorative. Un ultimo punto da non tralasciare è la formazione del personale in merito alle misure da adottare previste nel piano contro l’emergenza coronavirus.

Misure anti-coronavirus per chi lavora alla reception
In primis, l’Oms invita gli albergatori ad assegnare ai propri dipendenti le dotazioni di sicurezza anti-coronavirus: mascherine, guanti monouso, abito con maniche lunghe, grembiule di protezione (anch’esso monouso come i guanti). Durante la prima accoglienza dell’ospite al momento del suo arrivo in hotel, chi lavora alla reception dovrebbe accertarsi dello stato di salute generale del cliente. In caso di sintomi respiratori simili a quelli collegati al coronavirus, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di comunicare all’utente che non potrà uscire dalla propria stanza fino all’arrivo del medico. In relazione alla reception, gli albergatori sono invitati a comunicare i numeri di emergenza per gestire un caso positivo di covid-19. L’obiettivo è che il personale conosca in anticipo i numeri di telefono di centri di assistenza e ospedali pubblici, così da agire ancora più tempestivamente. Si ricorda poi il rispetto delle più comuni norme igieniche, come ad esempio il lavaggio delle mani nel caso si entri in contatto con la carta di credito o i contanti del cliente al momento del check-in o check-out. Nelle linee guida stilate dall’Oms, viene ribadito il concetto fondamentale di distanziamento sociale, mantenere cioè almeno un metro di distanza tra sé e i clienti.

Servizi tecnici e aree ristoro
Il documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di prestare attenzione ai servizi tecnici e alle aree ristoro. Riguardo ai primi, il riferimento è a dispenser, aria condizionata, lavastoviglie, piscine e spa. I dispenser vanno controllati periodicamente per accertarsi che distribuiscano il sapone in maniera corretta. Bisogna poi svolgere una frequente manutenzione dell’impianto di aria condizionata e della lavastoviglie. Infine, è necessario che l’acqua impiegata nella piscina, nel centro benessere e al ristorante contenga una giusta concetrazione di disinfettante. Altresì dettagliati sono i suggerimenti per le aree ristoro, tra cui ristoranti e bar. A colazione, pranzo o cena, l’area ristoro dovrebbe contenere fino a un massimo di 4 persone ogni 10 metri quadrati, con la distanza di oltre un metro dallo schienale di una sedia ad un altro di una sedia posta nel tavolo più vicino. Per il lavaggio dei piatti è da preferire la lavastoviglie. Nel caso si sia costretti a lavarli a mano, seguire gli step principali di lavaggio, quindi disinfezione e infine risciacquo. Ripetere la stessa operazione per l’argenteria, i tovaglioli e le tovaglie.

Pulizie per hotel
L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera di vitale importanza le pulizie per hotel, inclusa l’opera di disinfezione. Il focus principale va rivolto alle aree comuni come ascensori, bagni, corridoi e sale, in particolare nei confronti di corrimano, maniglie, interruttori e i pulsanti degli ascensori. Nell’eventualità non fosse possibile disinfettare con la candeggina, va bene anche una soluzione che abbia una concentrazione di alcol al 70 per cento. Inoltre, l’Oms suggerisce di usare per la pulizia materiali monouso (di conseguenza, andrebbero evitati attrezzi con materiali assorbenti o panni). Tra le dotazioni di sicurezza per il personale delle pulizie, nel documento vengono citati guanti, grembiuli impermeabili, protezioni con schermo facciale, scarpe (chiuse) e camici da utilizzare soltanto una volta.

Raccomandazioni per gestire un eventuale caso positivo di coronavirus
Infine, l’Oms passa in rassegna le raccomandazioni generali da seguire per la corretta gestione di un cliente che contrae il coronavirus. Prima di tutto occorre mantenere una distanza di almeno due metri fra l’ospite e il resto dei presenti all’interno della struttura (personale incluso). Poi, se vi è l’impossibilità di trasferire il cliente in una struttura medica, è necessario che un membro del personale con la dovuta esperienza si prenda carico della situazione. Se possibile, l’hotel dovrebbe anche destinare al paziente covid un bagno esclusivo. Nell’eventualità sia invece un dipendente della struttura a presentare i sintomi, il lavoratore deve interrompere il proprio lavoro e attendere dentro una stanza dell’hotel isolato dal resto del personale.
 
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