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GLI INAFFONDABILI, STORIE DI RAGAZZI ALLENATI ALLA VITA. Il libro di Mario Franchi e Betta Carbone sarà presentato sull'Alpe Cimbra il 25 marzo

16.03.2016 - L'Alpe Cimbra di Folgaria Lavarone Lusérn si è guadagnata, grazie ai tanti eventi sportivi nazionali e internazionali, lo slogan la Montagna dei Campioni. Ma la località si fregia di questo titolo soprattutto quando si tratta di dare attenzione e la dovuta accoglienza a tutti coloro che nella vita devono affrontare le battaglie più dure.
Con questa convinzione ha sostenuto il progetto invernale di montagna accessibile rendendo la Skiarea il luogo ideale per la pratica degli sport di scivolamento da parte delle persone con disabilità, sia fisiche che mentali, e realizzato in estate il Festival del Gioco a marchio Open e quindi palcoscenico ideale per ospitare il lancio del libro “Gli Inaffondabili. Storie di ragazzi allenati alla vita”.

Leggere "Gli Inaffondabili" per accettare il fatto che nella vita in realtà si può affondare... L'importante è imparare a risalire. E chi conosce questa ricetta di vita meglio dei maestri di sci della scuola Scie di Passione, dove la normalità è disabilità? Per questo la presentazione di un libro che nasce da una mamma che segue una figlia a nuoto, "Gli Inaffondabili. Storie di ragazzi allenati alla vita", sulle nevi di Folgaria, venerdì 25 marzo, diventa l'occasione per incontrare veri campioni di vita: i maestri di Scie con i loro atleti.

Nel libro scritto da Betta Carbone, che sarà presente a Folgaria, raccogliendo i racconti di un allenatore di nuoto, Mario Franchi, tante storie si compongono a raccontarne una sola. Quella della forza che regala lo sport. Pagina dopo pagina incontriamo piccoli e grandi atleti.

C’è Marco, 9 anni, arto sinistro del tutto inerte. «Sviluppa una tecnica tutta sua, con un braccio solo. E non è mai il più lento del gruppo. Una grinta da cacciatore. Me lo ricordo ancora il suo sguardo fiero. Uno sguardo da leone che insegue la preda. Occhi che raccontano la sua voglia di farcela, sempre e comunque», racconta il suo allenatore.

E c’è suor Daniela, che prima di prendere i voti celebrava in vasca la voglia di vivere. Oggi ricorda e affida alla penna di Betta Carbone le sue riflessioni: «Lo sport deve insegnare a dire grazie. Se un ragazzino non sa dire grazie a se stesso non impara a dirlo agli altri. Ed è un suono che, mentre lo dici, stai bene. (…) Un altro insegnamento del nuoto è che bello e brutto stanno insieme, non si possono scindere. Per ottenere risultati fai fatica, ma nella fatica trovi gratificazione. Se i ragazzi separano il bello dal brutto, il facile dal difficile, cercano l’uno pensando di sfuggire dall’altro, non possono cogliere il senso delle cose. E restano con l’amaro in bocca, a fare i conti con frustrazione e depressione». Bello e brutto stanno insieme. In acqua e a terra. E sulla neve.

Il libro ha la prefazione di Giovanni Malagò, presidente del Coni, e le conclusioni di Alessandro Campagna, Commissario tecnico della Nazionale di Pallanuoto.

Appuntamento il 25 marzo alle 18.30 all'Hotel Vittoria di Folgaria.
 
 
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