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Gionghi

1172 m.

È il centro scolastico e amministrativo di Lavarone. Il toponimo è di derivazione tedesco-cimbra (deriva da Jung, giovane) come cimbri sono i toponimi di Belem e Tablat che si riferiscono ai rilievi sui cui morbidi versanti si sviluppa l'abitato.
Un grande complesso civico, nel centro della frazione, raccoglie la Biblioteca comunale, gli uffici dell'Azienda per il Turismo, il Municipio di Lavarone, la sede della Comunità degli Altipiani Cimbri e il Centro congressi, sede di incontri, meeting, spettacoli, concerti e mostre.

Nella stessa area si trova anche il polo scolastico e poco lontano, in loc. Tobia, il Museo del Miele.

A Gionghi appartiene la caratteristica chiesetta votiva, risalente al 1878, dedicata a S. Rocco.

Nel XIX secolo al suo posto c'era un grosso rilievo di roccia munito di una nicchia che custodiva una statua della Madonna.

Fu in occasione di dell'epidemia di colera del 1855 che gli abitanti del luogo, in seguito alla morte di alcune persone, fecero voto di costruire in quello stesso punto una piccola cappella dedicata a San Rocco, protettore degli appestati e dei viandanti.

Al suo interno custodisce un quadro della Madonna che fu esposto, dal 1915 al 1918, nella chiesa di Braunau (Austria), ove la popolazione lavaronese fu costretta a ripararsi al sopraggiungere della guerra.

Gionghi dispone di qualificate strutture alberghiere, appartamenti privati, residence e negozi. Località circostanti sono Cappella, Azzolini, Gasperi e Rocchetti.

Dal centro sono possibili varie passeggiate panoramiche.
 
 
 
 
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