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MA COME AVENTE FATO?

30.11.2018 - La storia dello sciatore Giulio Corradi attraverso cui viene raccontata la storia di Lavarone. Una terra che Giulio ha visto cambiare e che dal nulla, con il lavoro e la montanara caparbietà, si è trasformata in un centro turistico rinomato.

Giulio nasce a Lavarone nel 1951 e qui vi ha trascorso tutta la sua vita.
I ricordi di Giulio

DOPO LA SCUOLA
Ho imparato a sciare dietro casa mia. Tutti i giorni dopo la scuola, finito di mangiare, noi ragazzi ci cambiavamo e correvamo fuori a sciare: sole, freddo o nebbia…nulla ci faceva desistere.

A SCIARE CON GLI STIVALI NEL 1962
Io sciavo ancora con gli stivali. Mio papà capì che avevo bisogno di un paio di scarponi e si mise nel suo laboratorio a farmene un paio. Ero al settimo cielo.

UN PAIO DI SCI IN PREMIO
Bruno Tanzi, amico di Silvano Gheser, decise di mettere in palio un paio di sci metallici per il giovane più promettente dello Sci Club di Lavarone. Venne deciso, non so come, che fossero assegnati a me. Verso i primi di marzo…andammo fuori pista e “crac!”: un dramma. Non c’erano soldi e si avvicinava il Trofeo Topolino al quale io ero qualificato. Fatto sta che mio fratello Roberto trovò cinquantamila lire per comprarmi un paio di sci nuovi. Mi impegnai davvero tanto…mi classificai 2° al Trofeo Topolino. La vera rampa di lancio per la mia carriera fino alla Valanga Azzurra. Vinse, come sempre, Gustavo Thoeni.


Martedì 30 gennaio 1968
"Thoeni e Giulio Corradi vincitori a Oberwiesenthal"

“Alla mattina in partenza dello slalom nevicava molto forte.
Alla prima manche esco.”

“Il mattino dopo gara: 1 Thoeni/2 Corradi. Era quasi abitudine.”


Anno 1974
“L’anno 1974 è stata sicuramente la stagione con i maggiori successi: esperienze in Coppa del Mondo e in Coppa Europa, principalmente nella mia specialità: lo slalom speciale”


Come in tutti gli altri sport, anche nello sci ci sono stati dei cambiamenti di tecnica e di attrezzature. Eppure c’è qualcosa che accomuna lo sci in tutte le diverse epoche: la passione per uno sport che dalla cima di una pista fa scendere a tutta velocità a valle, in mezzo ad una natura che si fa coprire dal manto della neve, per donarci il silenzio di un mondo incantato.

Grazie Giulio Corradi




 
 
 
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