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Il Destino del Principe: ma per noi non era semplicemente un albero!

30.11.2018 - L’Avez del Prinzep, ubicato a Lavarone, era classificato come albero monumentale d’Italia – il più alto d’Italia e d’Europa, alto 52,15 m, con una circonferenza di circa 5,6 m e un’età stimata di oltre 250 anni.
Malga Laghetto (Lavarone) 13 novembre 2017, ore 2.00..è Damiano, guardia forestale, a lanciare per primo il grido con una telefonata a Isacco, il sindaco di Lavarone: il nostro Avez è caduto!

Ogni volta che c’era un temporale o una nevicata forte Damiano passava sempre a vedere come stava l’Avez. Quel giorno, quando si è recato a Malga Laghetto ha notato il buco nel bosco, mancava la chioma. Ha sperato fino all’ultimo fosse solo una preoccupazione vana, ma sapeva cosa lo avrebbe aspettato, infatti ha per-corso la strada che porta al Prinzep con un nodo in gola. Il vento forte del 13 novembre ha fatto cadere il nostro amato Prinzep. Lui ne ha passate molte e certamente eravamo tutti sicuri ci sa-rebbe stato anche dopo di noi.

La natura lo stava mangiando da dentro, il formicaio (formiche del genere camponotus) che ha attaccato la parte cariata (marcescente) dell’albero è stato combattuto per anni. L’età, la carie e il formicaio lo avevano reso meno stabile, nonostante questo era stato solo un anno fa considerato in salute e forte.

Ma alla fine anche i giganti cadono e come un grido che in montagna crea un’eco, quella telefonata di Damiano si è trasformata in un vortice di sms, post, telefonate… è caduto il nostro Principe… l’Avez non c’è più… il gigante è caduto… addio al re degli abeti…

Tristezza è quel senso di solitudine che certo non ti aspetti per il venir meno di quello che si suole definire un albero. E come per gli affetti più profondi e più veri si cerca di dare un senso al vuoto, sapendo che il tempo è tiranno, che non c’è tempo, che ciò che resta va protetto.

I pensieri e le idee non mancano e da una riunione attorno ad un tavolo nasce il futuro. È Damiano a raccogliere i semi rimasti a terra e tentare la semina degli eredi dell’Avez, è sempre lui che segue le operazioni di taglio, essiccatura e conservazione. Oggi ciò che resta del tronco rimasto a terra verrà protetto da una teca, il resto si trasformerà in tanti oggetti per poter finanziare il percorso dei giganti e salvaguardare altre piante monumentali dell’Alpe Cimbra. Ma la storia del destino del Prinzep è solo all’inizio…

Misteri nascosti!
Il nome «Avez del Prinzep» è legato alle leggende della montagna. Sembra che ad ogni sindaco cimbro venisse dato in dotazione un albero. Si narra che quell’abete sia stato dato al borgomastro di Luserna, che di cognome faceva «Nicolussi Principe». Altre storie dicono che quella pianta era denominata il Prinzep (principe) perché la più bella, la più maestosa, la più forte, all’interno di una foresta contornata da molti abeti giganti.

Fiabe e leggende si intrecciano. C’è chi ci crede e chi non ci crede. Così come Damiano continua a non credere ai suoi occhi ogni volta che viene tagliata una rotella o una sezione dell’Avez: al suo interno compaiono folletti, draghi, orsetti, animali del bosco, la luna e altre figure che leggende narrano vivano nel bosco. Come se per una strana alchimia l’Avez le custodisse segretamente al suo interno.
Cosa scopriremo ancora? Come nelle fiabe ci aspettiamo un lieto fine!
 
 
 
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